Use AI Image Aug 25, 2026, 08_14_49.jpeg

il nuovo riscaldamento pdc

valuta con portafoglio e non con emozioni

25 Agosto 2026

Pompa di calore e fotovoltaico convengono davvero? Dipende da un numero che quasi nessuno ti dice

Se hai comprato pellet da Ottoni Fuoco nel 2026 potresti pensare:

“Adesso questi vogliono convincermi che il pellet non conviene più e vendermi una pompa di calore.”

No.

Sarebbe troppo facile.

E soprattutto sarebbe falso.

Il pellet, anche ai prezzi attuali, continua ad avere un costo del kWh termico molto interessante rispetto a diverse altre fonti di riscaldamento.

Abbiamo già fatto i conti in questo articolo:

Pellet, gas, gasolio e pompa di calore: guarda il confronto dei costi

Quindi la domanda giusta non è:

“Il pellet conviene o non conviene?”

La domanda intelligente è un'altra:

Per casa mia, continuare solo con il pellet è la soluzione migliore oppure posso abbassare ulteriormente i consumi usando pompa di calore e fotovoltaico?

Ed è qui che le cose diventano interessanti.

Il primo errore: pensare che una pompa di calore sia semplicemente una caldaia elettrica

Una resistenza elettrica utilizza circa 1 kWh di elettricità per produrre 1 kWh di calore.

Una pompa di calore funziona diversamente.

Prende energia dall'ambiente esterno e la trasferisce dentro casa.

Per questo esiste un numero fondamentale:

il COP.

Se una pompa di calore lavora con COP 3, significa, semplificando, che utilizzando 1 kWh di energia elettrica riesce a trasferire circa 3 kWh di energia termica.

Ed è qui che nasce il vantaggio.

Ma attenzione.

COP 3 non è una promessa divina scolpita sulla macchina.

La resa cambia in funzione delle condizioni reali di funzionamento.

Ed è proprio questa piccola differenza che può separare un ottimo investimento da un impianto che sulla carta sembrava meraviglioso.

Il dettaglio che molti saltano: a che temperatura devono lavorare i tuoi termosifoni?

Immagina due case.

La prima è ben isolata, ha un impianto a pavimento che lavora con acqua a bassa temperatura e magari possiede già un impianto fotovoltaico.

La seconda è una casa degli anni '60 o '70, poco isolata, con radiatori che nelle giornate fredde hanno bisogno di acqua molto calda.

Montare la stessa pompa di calore nelle due abitazioni e aspettarsi lo stesso consumo sarebbe assurdo.

Nella prima casa la pompa può lavorare nelle condizioni in cui riesce a dare il meglio.

Nella seconda bisogna verificare molto attentamente temperature di mandata, dispersioni, potenza dei radiatori e temperature esterne.

E magari la soluzione migliore non è nemmeno eliminare il pellet.

Potrebbe essere integrare le due tecnologie.

Facciamo un esempio con la calcolatrice, non con la pubblicità

Nel terzo trimestre 2026 ARERA ha comunicato un ulteriore aumento del 4,6% dell'elettricità per il cliente tipo vulnerabile in Maggior Tutela, dopo l'aumento dell'8,1% del trimestre precedente. Sono dati di riferimento e non rappresentano necessariamente la tua tariffa personale, ma fanno capire quanto sia importante fare i conti con numeri aggiornati.

Supponiamo, solo per comprendere il meccanismo, di pagare l'elettricità circa 0,31 €/kWh.

Con una pompa di calore che realmente lavora a:

COP 4: il costo energetico teorico del calore è circa 7,8 centesimi/kWh;

COP 3: circa 10,3 centesimi/kWh;

COP 2: circa 15,5 centesimi/kWh.

Hai visto cosa è successo?

Non abbiamo cambiato pompa di calore.

Abbiamo cambiato le condizioni nelle quali lavora.

Ed è cambiato completamente il risultato economico.

Ecco perché chiedere:

“Quanto consuma quella pompa di calore?”

senza conoscere l'abitazione è quasi una domanda senza risposta.

E il pellet?

Nel nostro confronto abbiamo ipotizzato addirittura pellet a 7,80 € per un sacco da 15 kg.

Con quelle condizioni avevamo stimato un costo del calore di circa 115,56 €/MWh, cioè circa 11,6 centesimi per kWh termico.

Non è affatto morto.

Anzi.

In determinate abitazioni continua ad essere estremamente competitivo.

Ed ecco una cosa apparentemente assurda:

una pompa di calore può costare meno del pellet in una casa e costare più del pellet in quella del vicino.

Dipende dal COP reale.

Dipende dall'impianto.

Dipende dalla temperatura richiesta.

Dipende dal prezzo dell'elettricità.

Dipende dall'isolamento.

E soprattutto dipende dalla presenza del fotovoltaico.

È il fotovoltaico che cambia nuovamente il gioco

Se una parte dell'elettricità necessaria alla pompa di calore viene prodotta direttamente dal tuo tetto, il conto cambia.

Perché quella quota di energia non viene acquistata normalmente dalla rete.

Ma anche qui bisogna evitare la favola del:

“Metto il fotovoltaico e mi scaldo gratis tutto l'inverno.”

Magari.

Il problema è molto semplice.

Il fotovoltaico produce maggiormente quando c'è sole.

Il riscaldamento serve soprattutto nei mesi invernali, quando le giornate sono più corte e la produzione fotovoltaica è inferiore rispetto all'estate.

Quindi contano:

dimensione dell'impianto fotovoltaico;

orientamento del tetto;

ombreggiamenti;

consumi dell'abitazione;

accumulo elettrico eventualmente presente;

possibilità di accumulare energia sotto forma di calore;

modo in cui viene programmata la pompa di calore.

Il fotovoltaico può rendere la pompa di calore molto più interessante.

Ma deve essere dimensionato insieme al resto dell'impianto.

Non semplicemente appoggiato sul tetto.

C'è poi un altro problema: i prezzi dell'energia non stanno fermi

Nel luglio 2026 ARERA ha registrato, per il Servizio di tutela della vulnerabilità, un aumento del 9,7% della spesa totale del gas rispetto al mese precedente; la sola componente materia prima era arrivata a 56,69 €/MWh.

Anche l'elettricità durante il 2026 ha registrato rialzi.

Questo non significa che domani continueranno necessariamente ad aumentare.

Significa una cosa più semplice:

costruire un impianto basandosi sul prezzo dell'energia di un singolo mese è pericoloso.

Un impianto di riscaldamento deve funzionare per anni.

Bisogna quindi ragionare su efficienza, flessibilità e capacità di utilizzare fonti diverse.

E se ho appena comprato il pellet?

Questa è forse la parte più importante.

Non devi buttarlo via.

E non devi necessariamente buttare via nemmeno la tua stufa.

Il fatto che una famiglia utilizzi pellet non significa automaticamente che debba rimanere al 100% pellet per i prossimi vent'anni.

Ma non significa nemmeno che debba smontare una stufa efficiente solo perché qualcuno le ha raccontato che l'elettrico è il futuro.

In alcune abitazioni può avere molto senso utilizzare la pompa di calore nelle mezze stagioni e nelle condizioni nelle quali lavora con grande efficienza, lasciando al pellet i momenti nei quali serve molta potenza termica.

In altre può essere conveniente passare quasi completamente alla pompa di calore.

In altre ancora sarebbe più intelligente non fare praticamente nulla e continuare con il pellet.

Sì.

Un'azienda che vende impianti ti sta dicendo anche questo.

Perché spendere 15.000 o 20.000 euro per risparmiarne 300 all'anno non è efficienza energetica.

È semplicemente un cattivo investimento.

La vera domanda è: in quanti anni recupero i soldi?

Facciamo finta che un nuovo sistema, considerando installazione e incentivi, ti costi realmente 8.000 €.

Se ti fa risparmiare 2.000 € all'anno:

8.000 ÷ 2.000 = 4 anni.

La cosa diventa interessante.

Se ti fa risparmiare 500 € all'anno:

8.000 ÷ 500 = 16 anni.

Stesso impianto.

Stessa pubblicità.

Risultato completamente diverso.

Per questo prima di scegliere bisogna conoscere almeno:

quanto spendi oggi, quanto calore consuma realmente la casa e quanto potrebbe costare produrlo con il nuovo sistema.

Quando pompa di calore + fotovoltaico iniziano a diventare molto interessanti?

Generalmente meritano particolare attenzione quando:

la casa è discretamente o molto ben isolata;

l'impianto riesce a lavorare a temperature relativamente basse;

esiste già un fotovoltaico o c'è un buon tetto sul quale installarlo;

vengono consumati molti kWh durante l'anno;

si vuole utilizzare lo stesso sistema anche per raffrescare;

si vuole ridurre la dipendenza dal gas;

gli incentivi riducono sensibilmente l'investimento iniziale.

Ma quella parola, “generalmente”, conta.

Perché ogni abitazione va calcolata.

Il nostro lavoro non è convincerti a smettere di usare pellet

Per anni ci avete conosciuto perché vi abbiamo venduto pellet e legna.

E continueremo a farlo.

Ma sarebbe stupido pensare che il modo migliore per scaldare ogni casa debba essere per forza il prodotto che abbiamo venduto ieri.

Oggi installiamo e analizziamo anche pompe di calore, fotovoltaico, biomassa e sistemi integrati.

L'obiettivo non dovrebbe essere venderti una pompa di calore.

Dovrebbe essere trovare il sistema che ti consente di:

spendere meno nel corso degli anni, avere caldo quando serve e non dipendere completamente da una sola fonte energetica.

Vuoi sapere se a casa tua conviene davvero?

Non serve partire da un preventivo da 20 pagine.

Serve partire da alcune piccole informazioni.

Se nel 2026 hai già acquistato pellet da Ottoni Fuoco, abbiamo addirittura un vantaggio: possiamo partire da un consumo reale, non da una supposizione.

Per fare una prima valutazione puoi mandarci:

una foto della stufa, caldaia o termostufa che utilizzi oggi;

una foto dei termosifoni o dell'impianto di riscaldamento;

quanti sacchi di pellet consumi mediamente in un inverno;

una bolletta elettrica;

se lo possiedi già, potenza e produzione del fotovoltaico;

una foto del tetto se stai pensando di installarlo;

metratura e località dell'abitazione.

Da questi dati possiamo iniziare a capire se per casa tua ha più senso:

continuare con il pellet,

affiancargli una pompa di calore,

realizzare pompa di calore + fotovoltaico,

oppure semplicemente tenerti i soldi in tasca e non cambiare niente.

Perché il preventivo che ci interessa non è quello con il prezzo più alto.

È quello che, numeri alla mano, ha senso fare.

Chiedici una valutazione del tuo impianto

Prima facciamo i conti.

Poi, se conviene davvero, parliamo del preventivo.

Scrivici via email:
[email protected]

Scrivici direttamente su WhatsApp:
Apri WhatsApp e parla con Ottoni Fuoco

Ottoni Fuoco fiamme     ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER     Ottoni Fuoco fiamme