Sai qual è il vero vantaggio del pellet? Non dipendere da uno solo.
Il pellet è aumentato.
E allora qualcuno comincia a dire:
“Tolgo la stufa.”
“Passo tutto all’elettrico.”
“Metto la pompa di calore e non voglio più vedere un sacco di pellet.”
Secondo me è proprio qui che rischiamo di fare un errore.
Perché quando scegli come riscaldare casa non dovresti guardare soltanto quanto costa un kWh oggi.
Dovresti farti una domanda molto più importante:
Quante porte mi lascia aperte questa fonte di energia domani?
Ed è qui che il pellet ha una caratteristica di cui si parla troppo poco.
Il pellet non lo produce “qualcuno”. Lo producono in tanti.
Pensa a quello che compriamo continuamente.
Gas.
Energia elettrica.
Gasolio.
Tu puoi avere davanti 10, 20 o 50 aziende che te li vendono.
Ma questo non significa necessariamente avere altrettante fonti di approvvigionamento.
Sul gas europeo, per esempio, una parte molto importante delle importazioni arriva da pochi grandi Paesi fornitori. Nel 2025 la Norvegia da sola rappresentava circa il 31% delle importazioni europee di gas.
E anche nei mercati retail di gas ed energia elettrica ACER rileva ancora, in molti Paesi europei, livelli di concentrazione da moderati ad alti.
Con il pellet succede qualcosa di diverso.
Il pellet viene prodotto in Austria.
Germania.
Francia.
Polonia.
Spagna.
Croazia.
Italia.
E in moltissimi altri Paesi.
Solo il pellet certificato ENplus ha superato 14,5 milioni di tonnellate prodotte nel 2025, distribuite fra diversi Paesi e aziende produttrici. Germania, Austria, Francia, Polonia e Spagna sono tra i principali produttori.
E l'intera produzione europea è ancora più grande.
Questo non significa che il pellet non possa aumentare.
Lo stiamo vedendo proprio quest'anno.
Quando manca segatura, aumenta la richiesta, parte il freddo o un grande mercato comincia a comprare, anche le fabbriche di pellet alzano i prezzi.
Ma c'è una differenza fondamentale:
se una fabbrica diventa troppo cara, può diventare conveniente comprare da un'altra.
Ed è esattamente quello che vediamo facendo questo lavoro tutti i giorni.
Quando l'Austria sale troppo, cominciano a diventare interessanti altri Paesi.
Quando anche quelli si avvicinano, si cercano nuove produzioni.
Cambiano le fabbriche.
Cambiano le essenze.
Cambiano le provenienze.
Cambiano i prezzi.
È un mercato.
Non perfetto.
Non immune dalle crisi.
Ma un mercato con tanti giocatori.
Il pellet non è tuo marito. Non devi giurargli fedeltà eterna.
Questo è probabilmente l'errore più grosso che vedo fare quando si parla di riscaldamento.
La gente vuole sapere:
“Qual è il sistema migliore?”
Pellet?
Pompa di calore?
Fotovoltaico?
Metano?
Legna?
Ma io farei un'altra domanda.
Perché devo sceglierne per forza UNO?
Se hai già una buona stufa a pellet, magari perfettamente funzionante, perché dovresti buttarla via soltanto perché quest'anno il pellet è aumentato?
Tra qualche anno potremmo trovarci nella situazione opposta.
È già successo.
Il vero vantaggio è poter decidere.
Oggi accendo la pompa di calore.
Domani uso il pellet.
Quando ho produzione fotovoltaica sfrutto quella.
Quando fuori fa molto freddo posso avere un'altra fonte disponibile.
Quello che compri non è soltanto una stufa.
Compri un'altra possibilità.
E sai quale combustibile è ancora più “libero” del pellet?
La legna.
Perché puoi avere produzioni industriali, commercianti, aziende forestali e filiere locali.
Anche lì naturalmente esistono prezzi, disponibilità, qualità e annate differenti.
Ma il principio rimane.
Più possibilità hai di procurarti l'energia, meno sei costretto a subirne una sola.
Ed è per questo che personalmente non vedo pellet, legna, fotovoltaico e pompa di calore come nemici.
Li vedo come strumenti.
La casa intelligente non è quella che usa l'energia più alla moda.
È quella che può scegliere.
Questa è la riflessione che mi è venuta leggendo in questi giorni di oligopoli e concentrazione del potere economico.
E mi sono accorto che vale perfettamente anche per il riscaldamento.
Dipendere da una sola fonte significa consegnarle tutto il potere.
Avere due possibilità significa poter scegliere.
Averne tre significa essere ancora più tranquilli.
Per questo, se hai già una stufa a pellet, prima di pensare di eliminarla perché il pellet quest'anno è aumentato, ragionaci bene.
E se invece non ce l'hai, potrebbe valere la pena capire quanto costerebbe creare in casa una seconda fonte di riscaldamento indipendente.
Non necessariamente per usarla sempre.
Ma per poterla usare quando conviene a te.
Vuoi partire dal combustibile?
Guarda i pellet che abbiamo disponibili oggi: diversi produttori, diverse provenienze, diverse fasce di prezzo e diverse caratteristiche.
Vuoi invece rendere casa meno dipendente da una sola energia?
Guarda le nostre stufe a pellet oppure chiedici di studiare il tuo impianto.
Non ti diremo che il pellet è sempre la soluzione migliore.
Ti diremo se, nel tuo caso, avere anche il pellet può diventare una delle tue migliori assicurazioni contro un mercato dell'energia che cambia continuamente.